Coltivare la terra con i bambini è una bella cosa…
Attività importante e preziosa, proponibile a partire dalla scuola dell’infanzia, con infinite varianti, che si adattano alle possibilità e agli spazi disponibili.
Per i bambini avere a che fare concretamente con la terra, con l’acqua, con i semi, è sempre divertente, difficile annoiarsi in giardino, facile fare continue sorprendenti scoperte!

una bella invenzione con i fiori di Consolida
La magia è lì a portata di mano, per noi chiaramente leggibile negli occhi di un bambino alle prese con una piantina, un bulbo o un pugno di terra.
Ed è estremamente gratificante vedere i risultati di semplici operazioni, che sembrano un gioco, ma sono anche un lavoro…sbriciolare la terra, disporre i semi con attenzione, bagnare con gentilezza, sono tutte azioni che creano significative relazioni tra i bambini e le forze della natura. E per inevitabile estensione, tra i bambini e la realtà. Migliorando la percezione di sé e dei collegamenti con il mondo circostante.
In un gruppo emergeranno presto precisi seminatori, fortissimi trasportatori di sassi, abili rastrellatori, pazienti geometri, inventori, disegnatori, adacquatori….Davvero impossibile restare senza un lavoro adatto. Oltretutto sarebbe anche assai noioso stare a guardare.

Quando l’esperienza è coinvolgente, sarà inevitabile scoprire la magia della luce che diventa cibo, la consistenza del terriccio e la vita nascosta al suo interno, il movimento lento e continuo della crescita, i tempi e i ritmi della vita.
Perchè è proprio all’interno di questa relazione viva, che l’osservazione, la cura, l’attesa, l’attenzione, germogliano come fatti naturali, emotivamente rilevanti e profondamente significativi.
Fatti che non possono essere insegnati con teoriche spiegazioni , in cui ci poniamo a distanza di fatti e fenomeni per…parlarne.
Inevitabile e necessario uscire dallo spazio ristretto dei banchi, per entrare nel “regno della natura”, sporcandoci le mani, muovendoci sul terreno, sperimentando le sensazioni con tutto il corpo e con tutti i sensi.
Queste esperienze metteranno radici nella memoria dei più piccoli, per dare frutti nel tempo, anche a distanza di anni.

Cotogne dal giardino di Nasca
Ne sono una prova la sapienza e la passione che animano i gesti di certi anziani contadini, certamente scolari nei prati e negli orti fin dall’infanzia.
Semplicemente in un pezzo di terra coltivabile, o in un ecosistema in miniatura all’interno di un’aula scolastica (come un contenitore di terra viva, una piantina in vaso…) abbiamo già a nostra disposizione generosi maestri di…ecologia, botanica, geometria, matematica, musica …solo per citare alcune delle discipline riconosciute a scuola.
Ma coltivare la terra può insegnare anche altro: la bellezza, la pazienza , il ciclo solare e i tempi della natura, l’uso efficace delle mani e di tutto il corpo, la soluzione di problemi pratici, la collaborazione e il valore delle differenze….
Che non ci siano nella realtà oggetti e fenomeni distinti, ma una fitta rete di collegamenti non è solo un assunto dell’ecologia, ma un fatto di cui si può fare concretamente esperienza.
Il nostro ruolo di educatori, può essere quello di interpreti partecipi e di guide attente.
Ci sarà utile conoscere e tradurre il linguaggio della natura, familiarizzare con i fatti, i personaggi e le creature di questo regno, per accompagnare anche altri nell’esplorazione di percorsi tracciati solo in parte e aperti agli imprevisti.
L’esperienza è il risultato e protagonisti sono i bambini, che esplorano, scoprono, conquistano, falliscono, ritentano.
Penso con simpatia all’esperienza di un orto scolastico straordinario, costruito proprio dai bambini di una scuola primaria, con un incredibile lavoro su un terreno pieno di sassi e materiale di riporto…Tra le tante tappe di quell’avventura, ricordo la grande preoccupazione delle maestre, per la morte di alcune piantine di zucchina destinate al trapianto; inevitabile trasmettere ai bambini la sensazione di fine inesorabile e di disfatta…
Allora mi rivolsi come in altre occasione alla “grande maestra”, la natura: mi ricordò che nel suo regno nulla finisce e tutto si trasforma.

Decidemmo così di realizzare un percorso rituale delle piante morte verso il cumulo di compostaggio, dove si sarebbero rigenerate trasformandosi in fertile terriccio prezioso per l’orto.
I bambini apprezzarono felici la processione e la magia della morte-rinascita delle loro piante, e le insegnanti sollevate scoprirono un nuovo approccio a un fatto naturale.