Pubblicato da: luciavolta | aprile 8, 2011

meditazione

MEDITAZIONE

Fermarsi è un’azione che può rendere migliori quelle successive.

Alle fornaci di Caldè

Nella casa di Nasca da oltre un anno si svolge un evento prezioso, invisibile e silenzioso.

Per due volte ogni mese ci incontriamo nella stanza al piano terra e ci sediamo insieme, condividendo il silenzio e quello che c’è in quel momento.

Niente rituali complessi, nessun obbligo formale alla postura, cerchiamo di stare a nostro agio nella tranquillità.

 

All'ingresso del monastero di Randa a Mallorca

Ognuno porta se stesso,  e non occorre altro. Condividiamo la consapevolezza di tutto ciò che accade dentro e fuori di noi nel tempo che abbiamo stabilito.

A turno accompagnamo il gruppo ad entrare nel silenzio e ad uscirne dopo 45 minuti. Chi accompagna porta qualcosa per tutti e,  nel tempo , abbiamo messo insieme un piccolo

patrimonio di idee, pensieri, letture….che arrivano a rischiarare, stimolare, sorprendere …

Ognuno è libero di esserci così com’è,  con la stanchezza, la malattia, la difficoltà a star seduti, i pensieri che frullano impazziti.

Ed è in questa libertà, che piano piano scopriamo come questi stati inevitabilmente si alternano e appartengono a tutti noi, con grande sollievo di coloro che temono di sbagliare o di “non essere all’altezza”. Immaginando di dover assomigliare ad un asceta, e non sentendosi tale o temendo di dover zittire il moto dei pensieri…troppo difficile.

Chiunque può essere accolto e sperimentare, esplorando in prima persona ciò che accade nel silenzio.

In questi tempi fermarsi per stare nella quiete è un atto decisamente insolito, difficile anche solo da immaginare per chi sopravvive faticosamente inseguito da sè stesso.

India - Mysore

Ma si può fare:  fermarsi ,mettersi in ascolto, imparare da  quel che succede , esplorare. E’ come attigere a una fonte…

E insieme è più facile.

Pubblicato da: luciavolta | aprile 5, 2010

un ospite

Non tutti gli ospiti sono invadenti…

 Ha inaugurato l’inverno sfruttando uno spiffero tiepido che usciva prezioso dai vecchi serramenti della finestra .

Bello e corazzato, con due occhi che ricordano stranamente le elitre di una Dorifora.

Si è sistemato sul miglior davanzale, quello dello studio, esposto a sud con splendida vista sul versante nord del Monte Cuvignone.

Col tempo si è guadagnato una casa , ricavata da una mezza cucurbitacea arrivata dal deserto libico (grazie Roberta), con la porta orientata verso lo spiffero benedetto…

Ha molto gradito, trascorrendo lì le ore più fredde della notte e uscendo all’aperto quando il sole scaldava il davanzale.

All’inizio di Marzo ha ripreso a rosicchiare e a dissetarsi: ideali le  piante grasse appena arrivate dalla Spagna…

Ora va e viene dal gelsomino sempreverde, che si arrampica sotto la finestra (Trachelospermum jasminoides), e non lo vedo quasi più: è’ primavera, tempo di nuove presenze.

Per me è un amico,  ma chiamano questa specie Anacridium aegyptium: un ortottero solitario diffuso in tutta l’area del mediterraneo, con la buona abitudine di  frequentare d’inverno gli ambienti domestici, apparentemente più accoglienti di un ramo . E  a volte va bene. 

Altre volte gli incauti finiscono nelle bocche voraci di un aspirapolvere o sotto i tacchi .

I grilli campestri entrati in casa in gran numero sul finire dell’estate sono stati meno fortunati e duraturi, ma per un po’ di tempo siamo riusciti a stupirci a vicenda.

Pubblicato da: luciavolta | febbraio 9, 2010

Protetto: cresci insieme a me- schede didattiche

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:


Pubblicato da: luciavolta | febbraio 6, 2010

A scuola nella terra

Coltivare la terra con i bambini è una bella cosa…

Attività importante e preziosa, proponibile a partire dalla scuola dell’infanzia, con infinite varianti, che si adattano alle possibilità e agli spazi disponibili.

Per i bambini avere a che fare concretamente con la terra, con l’acqua, con i semi, è sempre divertente, difficile annoiarsi in giardino, facile fare continue sorprendenti scoperte!

una bella invenzione con i fiori di Consolida

La magia è lì a portata di mano, per noi chiaramente leggibile negli occhi di un bambino alle prese con una piantina, un bulbo o un pugno di terra.

Ed è estremamente gratificante vedere i risultati di semplici operazioni, che sembrano un gioco, ma sono anche un lavoro…sbriciolare la terra, disporre i semi con attenzione, bagnare con gentilezza, sono tutte azioni che creano significative relazioni tra i bambini e le forze della natura. E per inevitabile estensione, tra i bambini e la realtà. Migliorando la percezione di sé e dei collegamenti con il mondo circostante.

In un gruppo emergeranno presto precisi seminatori, fortissimi trasportatori di sassi, abili rastrellatori, pazienti geometri, inventori, disegnatori, adacquatori….Davvero impossibile restare senza un lavoro adatto. Oltretutto sarebbe anche assai noioso stare a guardare.

Quando l’esperienza è coinvolgente,  sarà inevitabile scoprire la magia della luce che diventa cibo, la consistenza del terriccio e la vita nascosta al suo interno, il movimento lento e continuo della crescita, i tempi e i ritmi della vita.

Perchè è proprio all’interno di questa relazione viva, che l’osservazione, la cura, l’attesa, l’attenzione, germogliano come fatti naturali, emotivamente rilevanti e profondamente significativi.

Fatti che non possono essere insegnati con teoriche spiegazioni , in cui ci poniamo a distanza di fatti e fenomeni per…parlarne.

Inevitabile e necessario uscire dallo spazio ristretto dei banchi, per entrare nel “regno della natura”, sporcandoci le mani, muovendoci sul terreno, sperimentando le sensazioni con tutto il corpo e con tutti i sensi.

Queste esperienze metteranno radici nella memoria dei più piccoli, per dare frutti nel tempo, anche a distanza di anni.

Cotogne dal giardino di Nasca

Ne sono una prova la sapienza e la passione che animano i gesti di certi anziani contadini, certamente scolari nei prati e negli orti fin dall’infanzia.

Semplicemente in un pezzo di terra coltivabile, o in un ecosistema in miniatura all’interno di un’aula scolastica (come un contenitore di terra viva, una piantina in vaso…) abbiamo già a nostra disposizione generosi maestri di…ecologia, botanica, geometria, matematica, musica …solo per citare alcune delle discipline riconosciute a scuola.

Ma coltivare la terra può insegnare anche altro: la bellezza, la pazienza , il ciclo solare e i tempi della natura, l’uso efficace delle mani e di tutto il corpo, la soluzione di problemi pratici, la collaborazione e il valore delle differenze….

Che non ci siano nella realtà oggetti e fenomeni distinti, ma una fitta rete di collegamenti non è solo un assunto dell’ecologia, ma un fatto di cui si può fare concretamente esperienza.

Il nostro ruolo di educatori, può essere quello di interpreti partecipi e di guide attente.

Ci sarà utile conoscere e tradurre il linguaggio della natura, familiarizzare con i fatti, i personaggi e le creature di questo regno, per accompagnare anche altri nell’esplorazione di percorsi tracciati solo in parte e aperti agli imprevisti.

L’esperienza è il risultato e protagonisti sono i bambini, che esplorano, scoprono, conquistano, falliscono, ritentano.

Penso con simpatia all’esperienza di un orto scolastico straordinario, costruito proprio dai bambini di una scuola primaria, con un incredibile lavoro su un terreno pieno di sassi e materiale di riporto…Tra le tante tappe di quell’avventura, ricordo la grande preoccupazione delle maestre, per la morte di alcune piantine di zucchina destinate al trapianto; inevitabile trasmettere ai bambini la sensazione di fine inesorabile e di disfatta…

Allora mi rivolsi come in altre occasione alla “grande maestra”, la natura: mi ricordò che nel suo regno nulla finisce e tutto si trasforma.

Decidemmo così di realizzare un percorso rituale delle piante morte verso il cumulo di compostaggio, dove si sarebbero rigenerate trasformandosi in fertile terriccio prezioso per l’orto.

I bambini apprezzarono felici la processione e la magia della morte-rinascita delle loro piante, e le insegnanti sollevate scoprirono un nuovo approccio a un fatto naturale.

 

 

Pubblicato da: luciavolta | gennaio 1, 2010

1 gennaio 2010

 

Auguro a tutti noi di saper cogliere il nuovo che in ogni istante appare !

Pubblicato da: luciavolta | dicembre 31, 2009

Tante foglie sono morte per far nascere la nuova quercia.

Pubblicato da: luciavolta | agosto 25, 2009

Nel bosco di notte

L’estate scivola nell’autunno. Nel bosco queste cose si sentono prima.

Di notte gli allocchi fanno già sentire i loro richiami. 

alloccoSi cercano e nel buio si trovano.

Semplice.

Deporranno le uova alla fine dell’inverno.

Pubblicato da: luciavolta | agosto 25, 2009

Disciplina?

                                                                                

                                                                                  2009 agosto- Monte Lema 077                          “Discipline is the act of learning  all the time”

                    J. Krishnamurti

Pubblicato da: luciavolta | agosto 21, 2009

ringraziamenti

Non appena si apre un varco i muschi trovano casa.

2009 agosto- varie 536

Edificano prima per sè, poi per altre creature che seguono.

Il timo, ringrazia.

E, se siamo gentili,  anche noi, quando la gola brucia.

Pubblicato da: luciavolta | agosto 17, 2009

Sulle montagne sopra casa i ciclamini stanno fiorendo.

2009 agosto- varie 513- ciclamini al passo CuvignoneSenza fare troppo rumore.

Articoli precedenti »

Categorie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.